Ricerca Avvocati Online e Consulenza Legale

Trova l’Avvocato Gratis e Senza Impegno

  • Trova Online l’Avvocato che stai cercando, Gratis e Senza Impegno.
    Ottieni Preventivi e Consulenze Legali Professionali.
  • Trova Online l’Avvocato che stai cercando, Gratis e Senza Impegno.
    Ricevi Preventivi dettagliati per il tuo Caso.
  • Trova Online l’Avvocato che stai cercando, Gratis e Senza Impegno.
    L' Avvocato risponde entro 48 Ore!
  • Trova Online l’Avvocato che stai cercando, Gratis e Senza Impegno.
    Piattaforma Professionale Specializzata in ambito legale.
  • Trova Online l’Avvocato che stai cercando, Gratis e Senza Impegno.
    Fissa un appuntamento con l'Avvocato.
  • Home
  • Diritto Civile
  • Mantenimento figli

Mantenimento dei figli minorenni e maggiorenni: regole ed eccezioni spiegate dall’avvocato

Uno studio legale divorzista non si occuperà solo della separazione in senso stretto ma di tutto ciò che ne consegue, in primis le regole di mantenimento dei figli. Argomento da cui spesso scaturiscono conflitti tra ex coniugi. Un avvocato specializzato in diritto di famiglia sarà costantemente aggiornato su questa delicata materia.

La decisione di separarsi, quando ci sono figli, coinvolge inevitabilmente anche loro. L’affidamento e il mantenimento dei figli, minorenni o maggiorenni, sono tra le questioni più dibattute nelle cause di divorzio.

Il diritto al mantenimento dei figli, rientra in una delle sfaccettature della responsabilità genitoriale, che comprende il complesso dei diritti ed obblighi ricadenti sui genitori nei confronti dei figli.

La legge prevede che i genitori sono tenuti a mantenere, educare ed istruire i figli, tenendo conto delle loro esigenze e promuovendo le loro capacità ed inclinazioni naturali.

Chi decide l’assegno di mantenimento: calcolo e importo

L’obbligo dei genitori di mantenere i figli è sancito dalla Costituzione (articolo 30). E’ chiaro, dunque, che non venga meno neppure con il divorzio. Anzi prescinde da esso tanto che vale anche per i figli naturali, ovvero quelli nati fuori dal matrimonio (obbligo costituzionale ribadito dalla legge 219/2012). Con l’assegno di mantenimento si stabilisce la cifra che il genitore non collocatario è tenuto a versare per le spese ordinarie del figlio. Come vedremo meglio più avanti, con questa concetto si intendono le spese per le necessità quotidiane (vestiti, abbigliamento etc). La cadenza del pagamento è normalmente mensile ma questa rappresenta una prassi per agevolare entrambi i genitori. L’importo mensile non è altro che la quota annuale diviso dodici. E’ importante specificare questa concetto perché ci aiuta a chiare da subito un dubbio abbastanza diffuso tra genitori divorziati:

“Devo pagare il mantenimento nei mesi estivi anche se mio figlio trascorre le vacanze con me?”

 

Al mantenimento dei figli sono tenuti entrambi i genitori in misura proporzionale al proprio reddito. Rilevano prima di tutto gli accordi che questi prendono. In mancanza di questi, cosa non rara, interviene il giudice (art. 337 ter, codice civile). Tuttavia la normativa fissa alcuni parametri che servono per il calcolo dell’assegno di mantenimento (quanto dovuto).

In particolare si tiene conto di:

  • esigenze del figlio;
  • tenore di vita nel corso della convivenza con entrambi i genitori;
  • tempi di permanenza del figlio presso ogni genitore;
  • risorse economiche dei genitori;
  • valore dei ruoli domestici e di cura assunti da ogni genitore.

Sono parametri per natura incerta: si pensi soprattutto alla quantificazione dei bisogni attuali dei figli. Ma anche ricostruire il reddito dei genitori non è sempre facile, soprattutto se la dichiarazione appare incongrua con il tenore di vita. In questi casi anche il ruolo degli avvocati divorzisti appare cruciale e delicato. Scegliere con cura un professionista ambizioso ma al tempo stesso empatico può fare la differenza. Non bisogna mai dimenticare che al centro ci sono gli interessi di tutela dei figli minorenni.

Che cosa include: spese di mantenimento ordinarie e straordinarie

Le spese ordinarie, incluse nell’assegno di mantenimento, rappresentano i costi necessari a far fronte alle normali esigenze della vita quotidiana dei figli minori. Comprendono i versamenti:

  • per la cura del figlio (cibo, abbigliamento, prodotti di igiene personale etc);
  • per la scuola e il materiale scolastico;
  • per la salute di base (visite dal pediatra oppure visite di controllo per altre patologie).

Le spese straordinarie, come si evince dal nome, sono quelle necessarie a far fronte ad eventi imprevedibili che possono sorgere. Vi rientrano:

  • le spese per attività extra scolastiche (gite, vacanze studio, ecc.);
  • le spese mediche per cure specialistiche (es. le visite odontoiatriche o oculistiche);
  • le spese per strumenti e accessori richiesti a seguito di tali cure (es. i costi per l’apparecchio dentario o per gli occhiali da vista);
  • le spese per attività di svago o per attività sportive (tablet, pc, attività sportiva, ecc.);
  • le spese per le vacanze senza i genitori.

La regola vuole che le spese straordinarie, che esulano il mantenimento ordinario, vadano concordate preventivamente. Tecnicamente si parla di “concertazione preventiva”. Qualora l’urgenza abbia impedito questo previo accordo, resta l’obbligo di ripartirle al 50% (così sentenza cassazione 4753/17 del 23.02.2017).

Rivalutazione dell’assegno di mantenimento

Una volta calcolato, l’importo dell’assegno di mantenimento, non resta fisso e invariato nel tempo ma è soggetto a rivalutazione ISTAT. Questo serve ad adeguarlo al costo della vita. Gli indici di calcolo ISTAT si possono consultare in rete; in alternativa potrebbe essere utile rivolgersi ad un avvocato esperto in diritto di famiglia.

Quale dei genitori ha l’obbligo di mantenimento dei figli

Come sopra accennato, al mantenimento dei figli sono obbligati entrambi i genitori, in misura proporzionale ai rispettivi redditi e tenendo conto della loro capacità di lavoro domestico o professionale.

Il mantenimento dei nipoti da parte dei nonni

La legge prevede che se i genitori non hanno i mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, seguendo un ordine dal più prossimo, sono tenuti a fornire ad essi i mezzi necessari per il sostentamento dei figli (non solo quelli di primissima necessità ma di una qualità di vita adeguata al tenore). Quindi come extrema ratio si: in via sussidiaria anche i nonni possono essere tenuti al mantenimento dei nipoti. Non rileva che l’inadempienza sia volontaria oppure no perché quello che viene tutelato in primis è l’interesse del minore.

Fino a che età si devono mantenere i figli

L’obbligo di mantenimento dei figli dipende dalla loro dipendenza economica. Molti credono che questa termini con la maggiore età ma non è propriamente così. Il legislatore ha previsto anche un assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne. Vista anche la crisi economica e occupazionale del nostro Paese (e non solo) è facile intuire che a 18 anni non tutti sono indipendente economicamente. In questo caso l’assegno di mantenimento viene pagato direttamente ai figli (a meno che non sia disabile).

Questa forma di tutela non vuole giustificare lassismo. Il giudice, infatti, tuttavia revocare il diritto al ricevimento dell’assegno di mantenimento se accerti un’inoperatività non giustificata e, quindi, una presa di posizione da parte del figlio per non perdere il diritto al mantenimento.

Il mantenimento può essere sospeso anche  di comune accordo tra il figlio maggiorenne ed i genitori.

Avvocato per mancato pagamento dell’assegno di mantenimento

Di che cosa si occupa un avvocato nelle cause per il mantenimento dei figli? In che modo può assistere le parti? Durante le cause di divorzio di genitori con figli, tra le motivazioni più frequenti degli scontri ci sono proprio il calcolo dell’assegno di mantenimento (cosa vi rientri e cosa no) e le conseguenze del mancato pagamento.

Un avvocato civilista potrà aiutarti a procedere per “inadempimento” con l’obiettivo di recuperare le somme e gli arretrati; sul fronte penale, invece, nei casi più gravi, si può configurare il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.). La legge tutela i minori prevedendo effetti civili e penali per il mancato corrispettivo dell’assegno per i figli da parte del genitore obbligato.

Se ti trovi dall’altra parte, ovvero sei il genitore non affidatario che, nonostante le più buone intenzioni, non riesce a far fronte a questo obbligo di mantenimento, la consulenza dell’avvocato che ti segue nella causa di divorzio (o di altro legale di fiducia) può aiutarti a chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento (art. 710 c.p.c.).