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Consulenza dell’avvocato: regole per il calcolo delle spese legali

Non tutti sanno che quello dell’avvocato si chiama onorario perché, in antichità, veniva remunerato a mero titolo di gratitudine (honorarium). Oggi si tiene conto della professionalità e della responsabilità dell’avvocato. Oltre alle spese processuali (correlate alla procedura), l’assistito affronterà le spese legali per pagare l’avvocato difensore.

Come si calcolano le spese legali

Il sistema dei compensi degli avvocati è stato oggetto di revisione negli ultimi anni. Nel 2013 si è passati da un sistema tariffario stabilito dalla legge al riconoscimento della libera determinazione del compenso. La Legge sulla Concorrenza del 2017 ha inoltre garantito le parti prevedendo il preventivo scritto obbligatorio. Emerge come il rapporto tra difensore e assistito diventi importante per raggiungere un accordo equo. Questo potrà essere oggetto di aggiustamenti in corso perché non sempre gli sviluppi della causa sono prevedibili dall’inizio. Scegliere l’avvocato seguendo i criteri che si ritengono prioritari diventa cruciale per poter fondare il rapporto sulla fiducia e la professionalità.

Se è la prima volta che richiedi assistenza di un avvocato, le spese legali potrebbero spaventarti. In molti casi questi timori si devono solamente alla disinformazione: basterebbe sapere come si calcolano le spese legali, su quali parametri si basano etc per avere più consapevolezza.

Dinanzi a questa premessa appare ridotto il rischio di contestazione della parcella dello studio legale. Se questo dovesse comunque accadere, entrambe le parti possono rivolgersi al consiglio dell'ordine al quale appartiene l'avvocato.

L’accordo tra le parti per le spese legali

Essendo la pattuizione libera, essa potrà indistintamente essere:

- a tempo;

- forfettaria; 

- per singole fasi o per l’intero incarico;

- in percentuale sul valore della causa (ma non anche il cd patto in quota di lite legato all’esito processuale).

In tutti i casi resta saldo il principio di adeguatezza rispetto al decoro professionale e alla rilevanza dell’attività prestata. Quindi patti con compensi sono sproporzionati vengono considerati deontologicamente illeciti. Sono altresì vietati i patti con cui l'avvocato percepisca a titolo di compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della causa.

Se avvocato e assistito non trovano l'accordo (e in ogni circostanza di liquidazione giudiziale come l’accordo non determinato in forma scritta, nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell'interesse di terzi, per prestazioni previste dalla legge, etc) il nuovo sistema ha introdotto il ricorso a parametri; dal 3 aprile 2014 le liquidazioni saranno fissate secondo quanto previsto dal Decreto del Ministro della Giustizia 10 marzo 2014, n. 55.

I parametri forensi

I parametri non considerano più le singole attività dell'avvocato (telefonate, colloqui, analisi degli atti, udienze, ecc.), ma le fasi della procedura. Queste dipendono anche dal tipo di procedimento. Nel penale ad esempio si riconoscono 5 fasi:

  • quella di studio del caso,

  • quella di introduzionedel procedimento,

  • quella  istruttoria,

  • la fase decisoria

  • e la fase esecutiva.

Per ciascuna di esse si determina anticipatamente un valore medio di liquidazione, che può essere comunque maggiorato fino all'80% o ridotto fino al 50% in misura percentuale a seconda di variabili concrete (natura, complessità, gravità e numero di imputazioni, urgenza etc).

Non solo onorario: tutte le spese legali di una consulenza o di un processo

Il preventivo legale scritto (che è un diritto delle parti) rappresenta un documento di riferimento per calcolare il costo dell’avvocato e distinguere l’onorario del professionista da altri costi (imposte, rimborsi etc). Prima del conferimento è importante chiedere chiarimenti sui costi della pratica (anche per verificare il diritto al gratuito patrocinio).

In altre parole al compenso pattuito o calcolato secondo i parametri bisogna aggiungere i cd. oneri accessori. 

Per oneri accessori si intendono:

  • gli esborsi (ossia le spese vive documentate, come ad es. il costo delle copie),
  • il contributo per le spese generali (15% secondo l'art. 2 DM 55/2014),
  • le spese di trasferta,
  • il contributo previdenziale del 4% (C.N.P.A.) e
  • l'I.V.A. 

Il valore della notula (o proforma)

Quanto dovuto a titolo di spese legali viene  indicato dall'avvocato nella cd. notula (o proforma o preavviso), che in sostanza costituisce un sollecito di pagamento, senza valore fiscale. Serve ad evitare di anticipare le tasse prima del pagamento effettivo.

La fattura dello studio legale vera e propria sarà emessa al momento del pagamento (come previsto dall’art.6 comma 3 della legge IVA, cd. competenza per cassa) e non, come erroneamente molti pensano o vorrebbero pretendere, a causa finita.

Se non è possibile rilasciarla nell’immediato, l’assistito che paga ha diritto a ricevere una quietanza di pagamento, ossia una ricevuta, con importo e data del pagamento (a cui farà seguito la fattura).

Chi paga l’avvocato in caso di vittoria della causa?

 

L’accordo tra le parti sul compenso dell’avvocato, non attiene alle spese liquidate dal giudice per il rimborso delle spese legali alla parte vittoriosa.

Nel processo civile, le spese legali (e quelle giudiziali) vengono anticipate dal cliente, che ad alcune condizioni, in caso d

Se le spese liquidate a carico della controparte sono inferiori a quelle concordate, la Cassazione ha chiarito che "il cliente è tenuto al pagamento degli onorari nei confronti dell'avvocato indipendentemente dalla statuizione del giudice sulle spese giudiziali" (Cassazione civile, Sez. VI, n. 5224/18).i vittoria, può farsele rimborsare.

Più drastica ancora la previsione nel procedimento penale: l'indagato / imputato dovrà sopportare le spese legali anche quando viene assolto.

Non è previsto alcun indennizzo, risarcimento o rimborso per imputazione ingiusta rivelatasi infondata a seguito di sentenza di assoluzione (come chiarito nella sentenza n. 11251/2008).

Il principio di casualità e la ripartizione delle spese legali

Quella della soccombenza ad ogni modo non è l'unico criterio con cui vengono regolate le spese di giudizio. Esso in taluni casi è contemperato e corretto da altri concorrenti. Ad esempio rileva anche il c.d. principio di casualità nel giudizio. In base a questo, ad esempio, la regola della soccombenza può essere ridimensionata laddove si possa riscontrare che la stessa condotta della parte vincitrice prima del processo possa aver influito a determinare la lite.

Le spese legali possono essere compensate tra le parti nel caso di soccombenza reciproca (ovvero nessuna delle due vince la causa). Tecnicamente si parla di soccombenza reciproca quando vengono respinte sia la domanda principale che quella riconvenzionale (o alcune domande proposte dall'attore oppure qualora non vengano accolti alcuni capi dell'unica domanda proposta).

La legge dispone che le spese possano essere compensate per "altri giusti motivi" (letteralmente "per eccezionali e gravi ragioni"), senza però fornire un elenco tassativo. Se ne occupata la giurisprudenza, fornendo fattispecie di giusti motivi, come:

  • la peculiarità in fatto e in diritto della questione;
  • la novità della fattispecie lato giurisprudenziale (quindi senza precedenti);
  • l’opinabilità estrema della questione controversa;
  • l’esistenza di giurisprudenza in forte contrasto sull’argomento del contendere.

In tutti questi casi (e per altri ipotizzabili giusti motivi) si potranno compensare le spese legali tra le parti.

Infine, la legge prevede la responsabilità aggravata: l'art. 96 c.p.c. stabilisce che la parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con malafede o colpa grave possa essere condannata, dietro istanza dell'altra parte, al risarcimento dei danni liquidati dal giudice.

Detrazione delle spese legali: la parcella dell’avvocato si può scaricare?

A tutti quanti coloro che temono il costo dell’avvocato, farà piacere sapere che una parte si recupera. Si perché le spese legali sono detraibili. Tuttavia è richiesto un presupposto fondamentale: l’incarico professionale deve essere terminato. Così ha precisato la Corte di Cassazione nella sentenza n.24003/2019. La liquidazione avviene in base alle tariffe vigenti nel momento in cui la prestazione termina.

Probabilmente dopo questa guida avrai le idee più chiare. Se stai cercando un metodo per calcolare le spese legali, scopri il servizio di Avvocato Facile.