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Approfondimenti sui Delitti contro l’Amministrazione della Giustizia: caratteri generali e Classificazione

forze dell ordineI Delitti contro l'Amministrazione della Giustizia sono regolamentati dal Titolo Terzo Libro Secondo del Codice Penale. Il concetto “Amministrazione della Giustizia” cui detti delitti fanno riferimento, deve essere inteso in senso ampio e quindi per “amministrazione della giustizia” si devono intendere sia le attività collegate alla funzione giurisdizionale dello stato in sé e per sé, sia le attività ad essa collegate. I Delitti contro l’Amministrazione della Giustizia possono, a loro volta, essere raggruppati in tre categorie: i Delitti contro l’Autorità Giudiziaria, i Delitti contro l’Autorità delle decisioni giudiziarie ed i Delitti di Tutela Arbitraria delle proprie ragioni. La prima categoria ricomprende, a sua volta, delitti nei quali si verifica la violazione degli obblighi relativi alle notizie di reato, i delitti di rifiuto di atti legalmente dovuti, i delitti di simulazione di reato e di calunnia, i delitti di falsità e frodi processuali, i delitti di favoreggiamento ed i delitti di prevaricazione. I delitti contro l’Amministrazione della Giustizia sono definibili reati di pericolo in quanto è sufficiente la mera esposizione a pericolo degli interessi tutelati ai fini della loro consumazione.

I Delitti contro l’Amministrazione della Giustizia: le principali figure criminose

Le principali figure criminose facenti parte dei Delitti contro l’Amministrazione della Giustizia sono: Omessa denuncia di reato da parte del P.U. (il Pubblico Ufficiale il quale omette o ritarda di denunciare all'Autorità Giudiziaria o ad un 'Altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell'esercizio o a causa delle sue funzioni. Il delitto è aggravato se il colpevole un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria che ha avuto comunque notizia di un reato). Omessa denuncia di un reato da parte di un incaricato di Pubblico Servizio (l'incaricato di un pubblico servizio che omette o ritarda di denunciare all'autorità indicata dall'articolo precedente un reato non punibile a querela di parte del quale abbia avuto notizia nell'esercizio o a causa del servizio). Omessa denuncia di reato da parte del Cittadino (il cittadino che, avendo notizia di un delitto contro la personalità dello Stato, per il quale la legge stabilisce l'ergastolo, non ne fa immediata denuncia all'autorità giudiziaria o all'autorità che a quella abbia obbligo di riferire). Omissione di Referto (chiunque, avendo nell'esercizio della professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possano presentare i caratteri di un delitto per il quale si debba procedere d'ufficio, omette o ritarda di riferirne all'Autorità giudiziaria o ad altra autorità che a quella abbia l'obbligo di riferire). Rifiuto di uffici legalmente dovuti (detta figura criminosa a sua volta prevede due ipotesi: commette la prima chiunque, nominato dall'Autorità Giudiziaria perito, interprete o custode di cose sottoposte a sequestro dal giudice penale, oppure chiamato a deporre come testimone davanti all'autorità giudiziaria o, comunque, chiamato ad esercitare una funzione giudiziaria, ottiene con mezzi fraudolenti l'esenzione dall'obbligo di comparire; commette la seconda, invece, chiunque chiamato ad adempiere ad una delle predette funzioni davanti all'Autorità Giudiziaria rifiuta di dare le proprie generalità , ovvero di prestare il giuramento richiesto, ovvero di assumere o di adempiere le funzioni medesime). Simulazione di reato (chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all'Autorità Giudiziaria o ad un'altra autorità che a quella abbia l'obbligo di riferirne, afferma falsamente essere avvenuto un reato, ovvero simula le tracce di un reato in modo che si possa iniziare un procedimento penale per accertarlo). Calunnia (chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all'Autorità Giudiziaria o ad altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato); falso giuramento (che punisce chiunque in giudizio giura il falso). Falsa testimonianza (chiunque, deponendo come testimone innanzi all'Autorità Giudiziaria, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali interrogato). False informazioni al Pubblico Ministero (chiunque, nel corso di un procedimento penale, richiesto dal Pubblico Ministero di fornire informazioni ai fini delle indagini, rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito). False dichiarazioni al difensore (chiunque, richiesto dal difensore o dai soggetti legittimati, di riferire circostanze utili ai fini delle indagini, non avvalendosi della facoltà di non rispondere, renda dichiarazioni false). Falsa perizia o interpretazione (il perito o l'interprete che, nominato dall'Autorità Giudiziaria, dà parere o interpretazione mendaci, o afferma fatti non conformi al vero). Frode processuale (chiunque, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, al fine di trarre in inganno il giudice in un atto di ispezione o di esperimento giudiziale, ovvero il perito nella esecuzione di una perizia, immuta artificiosamente lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone, qualora il fatto non sia preveduto coma reato da una particolare disposizione di legge). Vi sono poi altre fattispecie delittuose appartenenti a questa famiglia di reati, che appartengono tutti alla categoria di reati inerenti alle "infedeltà processuali".

Le cause di non punibilità

L’articolo 384 Codice Penale prevede delle Cause di non Punibilità nei reati contro l’Amministrazione della Giustizia. Secondo detto articolo non sarebbe punibile chi ha commesso determinati fatti – in questo caso precisamente richiamati dagli articoli del Codice Penale - costretto dalla necessità di salvare sé o un prossimo congiunto da un grave ed irreparabile nocumento alla libertà ed all’onore. Detto articolo contiene quindi una ausa di non punibilità del reato che si contrappone al principio generale di punibilità dei reati previsto dal nostro ordinamento. La punibilità del reo può estinguersi a seguito di: cause di estinzione del reato e cause di estinzione della pena. Sono cause di estinzione del reato, per esempio, la morte del reo prima della sua condanna, l’intervenuta prescrizione del reato, la remissione della querela, la sospensione condizionale della pena, l’oblazione ed il perdono giudiziale. Dette cause non estinguono la mera punibilità in astratto ma, in concreto, il reo non verrà punito. Tra le cause di estinzione della pena, invece, troviamo la morte del reo dopo la sua condanna, l’amnistia, l’indulto e la grazia.

 

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