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  • Delitti contro il sentimento religioso e contro la pietà dei defunti

Approfondimenti sui Delitti contro il sentimento religioso: caratteri generali e Classificazione

avvocato religioneI Delitti contro il sentimento religioso sono disciplinati dal Titolo Quarto del Codice Penale. A sua volta detto titolo è diviso in Delitti contro le confessioni religiose e Delitti contro la pietà dei defunti. Nei Delitti contro le confessioni religiose troviamo un serie di reati compiuti contro le confessioni religiose intese in senso proprio ma anche intese contro le persone che appartengono ad una determinata confessione religiosa, ai beni che appartengono ad una confessione religiosa o, ancora, ai delitti contro il turbamento di una confessione religiosa. L’articolo 404 Cod. Penale punisce, infatti, chiunque in un luogo destinato al culto o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, offende la religione dello Stato mediante vilipendio di cose oggetto di culto o destinate all’esercizio dello stesso. Il successivo articolo 405 Codice Penale punisce, invece, chiunque impedisca o turbi l’esercizio di funzioni di culto o religiose.

I Delitti contro la pietà di defunti, le circostanze aggravanti e quelle attenuanti

Il capo secondo del Titolo Quarto contempla, invece, i delitti contro la Pietà dei Defunti ovvero prevede la così detta tutela penale del cadavere e della relativa tomba. L’articolo 407 del Codice Penale punisce, infatti, chiunque violi una tomba un sepolcro o un’urna; il successivo articolo 408 punisce invece chi, sugli stessi, vi commette vilipendio. L’articolo 409 del Codice Penale punisce, invece, chi compie atti che turbano un servizio funebre mentre il reato di sottrazione, distruzione ed occultamento di cadavere è previsto dall’Articolo 411 Codice Penale. Detto reato è classificabile come reato comune, in quanto può essere commesso da chiunque, di danno poiché si verifica nel momento in cui si compie un determinato danno previsto dalla legge (sia esso di distruzione, soppressione, sottrazione o dispersione di cadavere) ed è forma libera. E’ configurabile, in questa fattispecie, anche il mero tentativo mentre l’elemento soggettivo ricorrente è il dolo generico. L’oggetto giuridico tutelato dalla norma è il sentimento di pietà verso i defunti e se il reato è commesso nei cimiteri o in altri luoghi di sepoltura vi può essere anche un’aggravante. A tal proposito è bene dire che per circostanze aggravanti si intendono quelle che determinano un aumento della pena. A loro volta le circostanze aggravanti possono essere comuni e sono, per esempio, l’aver agito per futili motivi, l’avere commesso il reato per occultarne un altro, l’aver approfittato di circostanze di tempo, luogo o di persona tali da ostacolare la difesa pubblica o privata, l’aver aggravato o anche solo tentato di aggravare le conseguenze del delitto commesso. Al contrario delle circostanze aggravanti vi sono le circostanze attenuanti che determinano, invece, una diminuzione della pena. Tra queste ultime troviamo circostanze attenuanti comuni come l’aver agito in stato di ira o per motivi di particolare valore morale o sociale e quelle generiche che vengono prese in considerazione dal giudice ai fini della rideterminazione della pena. Le circostanze, siano esse aggravanti, che attenuanti possono essere anche in concorso tra loro (concorso di circostanze aggravanti o concorso di circostanze attenuanti) ma si può verificare anche un concorso di circostanze eterogenee e quindi sia di circostanze aggravanti che di circostanze attenuanti.

 

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