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Approfondimenti sul Diritto di Famiglia

diritto civile famigliaIl Diritto di Famiglia e le sue Fonti.

Il Diritto di Famiglia è l’insieme di norme che regolamentano i rapporti giuridici nascenti tra le persone costituenti una famiglia. Le fonti del Diritto di Famiglia sono la Costituzione ed il nostro Codice Civile. La Costituzione dedica ben tre articoli alla Famiglia: l’articolo 29 riconosce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio, ordinato sulle regole di uguaglianza sociale e giuridica tra i coniugi”. L’articolo 30 prevede il diritto e dovere dei genitori di mantenere ed educare i figli siano essi nati o meno all’interno del matrimonio mentre l’articolo 31 promuove gli interventi di natura economica a previdenziale che la nostra Repubblica pone in essere per “agevolare la formazione della famiglia e l’adempimento dei relativi compiti”. L’altra fonte del Diritto di Famiglia è il nostro Codice Civile che dedica alla famiglia l’intero libro I intitolato, per l’appunto, “Delle persone e della famiglia”. Vi è da precisare che gli articoli attualmente contenuti nel nostro Codice Civile hanno un contenuto sostanzialmente diverso da quello originario del 1942. E’ stata infatti abbandonata la vecchia concezione di subordinazione prevista all’interno del nucleo familiare poiché, con la Riforma del Diritto di Famiglia del 1975, è stata sancita l’assoluta parità tra i coniugi ed ai figli naturali è stata riconosciuta la medesima tutela prevista per i figli legittimi. Nel corso degli anni, poi, il Diritto di Famiglia ha subito ulteriori modifiche portate da diverse leggi quali, ad esempio, Legge 431/1967 in materia di adozione, la legge 898/1970 in materia di Divorzio, la legge 121/1985 a modifica del matrimonio concordatario, la legge 54/2006 sull’affidamento condiviso.

Gli altri istituti del Diritto di Famiglia: il Rapporto di Parentela, la Separazione ed il Divorzio

Il Diritto di famiglia non riguarda solo i rapporti tra i coniugi ed i figli, ma disciplina anche i Rapporti di Parentela. Questa può essere in linea retta, quando lega le persone discendenti le une dalle altre (come tra padre e figlio) oppure in linea collaterale quando lega le persone che hanno uno stipite in comune ma non discendono l’una dall’altra (come nel caso del rapporto tra fratello e sorella). Infine vi è il rapporto di affinità che altro non è che il vincolo che si viene ed instaurare tra un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge (ad esempio tra genero e nuora) e cessa solo con l’eventuale annullamento del matrimonio ma rimane in essere anche a seguito di Separazione e Divorzio. Anche detti ultimi Istituti rientrano nella branca del Diritto di Famiglia e sono disciplinati, rispettivamente, dal libro primo del Codice Civile e dalla nota legge 898/1970. Nel 2014 è poi intervenuta una riforma avente ad oggetto semplificazioni procedimentali in tema di separazione, cessazione degli effetti civili e scioglimento del vincolo matrimoniale che ha previsto strumenti alternativi per allentare o far cessare il vincolo matrimoniale. Accanto alla tradizionale possibilità data ai coniugi di rivolgersi - sia consensualmente che giudizialmente - avanti ad un Tribunale per ottenere un provvedimento in materia di separazione o divorzio, le parti possono infatti ricorrere allo strumento della Negoziazione Assistita o di ricorrere al Divorzio Breve

La negoziazione assistita ed il Divorzio Breve

Con la Negoziazione Assistita i coniugi o gli ex coniugi che intendono assumere di comune accordo delle decisioni in materia di separazione e/o di divorzio, anche in presenza di figli minori, possono concludere una Convenzione di Negoziazione Assistita. Detta convenzione consiste in un invito, rivolto all’altro coniuge, a raggiungere, entro il termine massimo di tre mesi, un accordo in merito alle condizioni di separazione e/o di divorzio. Nel caso in cui venga raggiunto l’accordo questo, dopo aver ottenuto il vaglio del Pubblico Ministero, verrà trasmesso all’Ufficiale di Stato Civile che effettuerà le annotazioni previste dalla legge ed avrà lo stesso valore di una decisione giudiziale. In tal modo dunque i coniugi, ciascuno assistito da un proprio avvocato, sono addivenuti ad una separazione e/o ad un divorzio senza dover comparire avanti ad un Tribunale. Infine, nel 2015 è stato introdotto il cosiddetto “Divorzio Breve”. Con tale riforma i coniugi, entro sei mesi dall’udienza di separazione presidenziale in caso di divorzio consensuale o entro un anno in caso di divorzio giudiziale, possono rivolgersi al Giudice per ottenere lo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale.

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