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Approfondimenti sui Delitti contro la Famiglia

delitti famigliaIl Codice Penale disciplina i reati contro la famiglia al Titolo XI e dunque dagli articoli 556-574 del Codice Penale. I delitti contro la famiglia possono suddividersi, a loro volta, in quattro gruppi: Delitti contro il matrimonio, Delitti contro la Morale Familiare, Delitti contro lo Stato di famiglia e Delitti contro l'Assistenza Familiare. In tutti questi tipi di delitti l'elemento soggettivo richiesto affinché si integri il reato è il semplice dolo generico. Nella maggior parte di tali reati è anche configurabile il mero tentativo e vi possono essere delle circostanze aggravanti sia speciali che generali determinanti ai fini dell'aumento della pena. Alcuni Delitti presenti in passato nel nostro Codice Penali, quali, ad esempio, il reato di adulterio e di concubinato sono stati dichiarati incostituzionali - poiché contrari ai principi della nostra Costituzione - e dunque ad oggi non sono più considerati come tali. I principali Delitti contro la Famiglia sono: Bigamia, Induzione al matrimonio mediante inganno, Incesto, Attentati alla morale familiare commessi col mezzo della stampa periodica, Supposizione o soppressione di stato, Alterazione di stato, Occultamento di stato di un figlio.

Le principali figure criminose dei delitti contro la Famiglia.

L'articolo 556 e 557 del Codice Penale punisce il reato di Bigamia poiché dispone che "Chiunque, essendo legato da un matrimonio avente effetti civili, ne contrae un altro, pur avente effetti civili, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi, non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili. La pena è aumentata se il colpevole ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla libertà dello stato proprio o di lei. Se il matrimonio, contratto precedentemente dal bigamo, è dichiarato nullo, ovvero è annullato il secondo matrimonio per causa diversa dalla bigamia, il reato è estinto, anche rispetto a coloro che sono concorsi nel reato, e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali. Il Capo II disciplina i Delitti contro la morale familiare e tra questi troviamo il reato di Incesto. L'articolo 564 del Codice Penale punisce infatti "Chiunque, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. La pena è della reclusione da due a otto anni nel caso di relazione incestuosa. Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se l'incesto è commesso da persona maggiore di età con persona minore degli anni diciotto, la pena è aumentata per la persona maggiorenne. La condanna pronunciata contro il genitore importa la decadenza dalla responsabilità genitoriale. Il Capo Terzo prevede invece i reati contro lo stato di famiglia e dunque l'Art. 566 punisce la Supposizione o soppressione di stato ovvero "Chiunque fa figurare nei registri dello stato civile una nascita inesistente è punito con la reclusione da tre a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi, mediante l'occultamento di un neonato, ne sopprime lo stato civile". Il Successivo articolo punisce invece l'Alterazione di stato ovvero chi, "mediante la sostituzione di un neonato, ne altera lo stato civile è punito con la reclusione da tre a dieci anni. Si applica la reclusione da cinque a quindici anni a chiunque, nella formazione di un atto di nascita, altera lo stato civile di un neonato, mediante false certificazioni, false attestazioni o altre falsità". Il Capo IV prevede invece i Delitti contro l'Assistenza Familiare. L'art. 570 punisce la Violazione degli obblighi di assistenza familiare ovvero "Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale, o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 103 a euro 1.032. Le dette pene si applicano congiuntamente a chi malversa o dilapida i beni del figlio minore o del pupillo o del coniuge fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa. Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma.". Infine l'Art. 571 punisce l'Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina ovvero "Chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione fino a sei mesi. Se dal fatto deriva una lesione personale, si applicano le pene stabilite negli articoli 582 e 583, ridotte a un terzo; se ne deriva la morte, si applica la reclusione da tre a otto anni."

 

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