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Bonus per le spese legali del processo penale: quando sarà rimborsata la fattura


Facciamo chiarezza sulle importanti novità in merito alla detraibilità della fattura dell’avvocato di cui forse avete sentito parlare negli ultimi giorni. Sicuramente una notizia di grande portata che, però, non riguarda tutti i processi. Anche parlare di detraibilità delle spese legali è tecnicamente improprio: rispetto a questa possibilità, infatti, pure valutata, ha avuto la meglio infine la via del rimborso. Potrebbe sembrare la stessa cosa per chi non è esperto (perché l’obiettivo finale è il medesimo) ma sotto il profilo delle modalità di recupero non lo è.

Come sempre essere informati è il modo migliore per avere un quadro chiaro della situazione e sapere quando, alla luce delle ultime novità normative, diventa possibile recuperare le spese legali e quanto corrisposto al professionista per la propria difesa.

All’articolo 177 del codice penale farà seguito il 177 bis titolato “Rimborso spese legali per gli imputati con sentenza penale divenuta irrevocabile” e relativo alla revoca della liberazione condizionale o all’estinzione della pena.

Spese legali: ecco quando scatta il bonus per il rimborso

Prima di tutto abbiamo già accennato che l’emendamento riguarda solo le cause del diritto penale.

Le spese legali sostenute per la parcella dell’avvocato penalista diventano rimborsabili se l’imputato viene assolto dalle accuse con sentenza definitiva per uno dei seguenti motivi:

  1. il fatto non sussiste, non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato;
  2. l’imputato non ha commesso il reato.

Proprio non lasciare spazio a interpretazioni inesatte, l’articolo si premura anche di elencare le fattispecie in cui, al contrario, il rimborso delle spese dell’avvocato non sarà riconosciuto:

  1. qualora l’imputato sia assolto solamente da alcuni capi di imputazione;
  2. assoluzione per “estinzione del reato per avvenuta amnistia o prescrizione”;
  3. sopravvenuta depenalizzazione.

Come verrà rimborsata la fattura dell’avvocato penalista

Nelle fattispecie di cui sopra l’imputato potrà recuperare le spese legali fino alla concorrenza massima di 10.500 euro. La restituzione, prevede la norma, sarà distribuita in tre quote annuali di pari importo, a partire dall’anno successivo a quello di assoluzione definitiva. L’entrata non farà reddito.

Stato che perde paga

E’ questo il principio da cui ha preso le mosse la novità legislativa. Rimborsare chi ha dovuto pagare le spese legali per un’accusa penale rivelatasi poi di fatto un indebito ingiusto. Si tratta del cd “principio della soccombenza” già valevole nei riti civile e amministrativo e che mancava in ambito penale. In altre parole “il costo del processo deve essere supportato da chi ha reso necessaria l’attività del giudice e ha occasionato le spese del suo svolgimento”, come ha spiegato il deputato Enrico Costa. diversi i principi costituzionali sui quali si fonda tale principio:

  1. l’articolo 2, in primis per cui lo Stato riconosce e garantisce a ciascuno i propri diritti, senza ostacolarli o farli pagare indebitamente;
  2. l’articolo 24, che sancisce il diritto di difesa in giudizio;
  3. l’articolo 27, che subordina la pena ad un precedente accertamento di colpevolezza;
  4. l’articolo 111 sull’equo processo.

Certo è che la misura avrà un costo non indifferente per le casse dell’Erario: sono stati stanziati 8 milioni di euro all’anno (l’aumento dai 5 milioni inizialmente previsti è stato approvato su spinta della Lega).

 

Bonus per le spese legali del processo penale: quando sarà rimborsata la fattura ultima modifica: 2021-01-04T14:30:53+00:00 da Alessandra Deangelis