Avvocati casi famosi e il rischio dei processi mediatici


Per gli avvocati assumere casi famosi, ed essere associati dall’opinione pubblica alle sorti giudiziarie del cliente che difendono è un bene o un male nell’ottica della propria carriera?

Casi mediatici e difesa legale: quanto pesa l’opinione pubblica sul ruolo dell’avvocato

Partiamo da una premessa: la bravura di un avvocato, la sua capacità persuasiva e la sua preparazione non si misurano dall’importanza o la notorietà del caso che assume. Questo può apparire ovvio ma è bene chiarirlo anche se è altrettanto vero che spesso i casi mediatici che fanno più clamore riguardano persone famose che si affidano a studi legali di grosso calibro. In altre circostanze un caso diventa mediatico perché centrato su un reato particolarmente scioccante che turba e (s)coinvolge l’opinione pubblica. In questa seconda ipotesi va chiarita un’altra cosa: tutti hanno diritto alla difesa in tribunale.

Per un avvocato assumere un incarico in un caso mediatico ha due genere di rischi: il primo riguarda la carriera ed è quello di essere giudicato in base alle sorti del processo; il secondo ha un profilo più personale e concerne il giudizio che le persone comuni si fanno del professionista che accetta di difendere persone poco amate dall’opinione pubblica. E’ recente la notizia delle minacce di morte denunciate dal legale Eugenio Pini, difensore insieme al collega Francesco Petrelli del carabiniere Francesco Tedesco, imputato nel processo per la morte di Stefano Cucchi. Secondo la sua testimonianza avrebbe ricevuto una telefonata anonima con accento siciliano che gli intimava “Lei mi ricorda il Rosario Livatino”, facendo riferimento al giudice ucciso dalla mafia, aggiungendo poi: “La seguirò, non solo spiritualmente”. Sono fatti molto gravi che dimostrano come sul ruolo dell’avvocato pesino ancora oggi luoghi comuni difficili da sradicare.

Avvocati casi famosi e il rischio dei processi mediatici ultima modifica: 2018-10-22T08:22:59+00:00 da Alessandra Deangelis