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Come provare la legittima difesa: requisiti e riforma


La legittima difesa viene riconosciuta nel nostro ordinamento giuridico come causa di giustificazione in una reazione che, svincolata dal contesto difensivo, sarebbe sanzionabile. Facciamo una premessa importante: si tratta di un argomento dagli effetti delicati e che più volte è stato oggetto di riforma. La spiegazione che segue, dunque, si basa sulle disposizioni attualmente in vigore in materia di legittima difesa. Fondamentale è il parere di un avvocato penalista specializzato.

Regole e presupposti della legittima difesa

L’articolo 52 del codice penale al comma uno chiarisce che

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

In questo modo introduce il concetto di legittima difesa che è stato poi oggetto di diverse modifiche legislative.

Il presupposto fondamentale è che la legittima difesa si presenta come l’unico rimedio per evitare un’offesa ingiusta. Perché si configuri, dunque, occorrono due elementi:

  1. l’azione ingiusta;
  2. la reazione difensiva.

La prima dovrà concretizzarsi come un pericolo attuale che, se non neutralizzato tempestivamente, può degenerare in una lesione di un diritto tutelato giuridicamente. Quindi le due azioni sopra elencate dovranno essere sia temporalmente che logicamente collegate. E dovranno essere anche proporzionate.

Spetta al giudice valutare i requisiti della legittima difesa, ossia: la necessità, l’inevitabilità e la proporzione.

Legittima difesa putativa: quando l’errore è scusabile

L’assistenza di un buon avvocato penalista può fare la differenza. La legge infatti ammette la cd legittima difesa putativa. L’esempio classico è quello di chi, aggredito al buio per scherzo da un amico, reagisce per difendersi. A tal proposito si legga il dispositivo della sentenza n.28224/2014 secondo cui

“l’errore scusabile, nell’ambito della legittima difesa putativa, deve trovare un’adeguata giustificazione in qualche fatto che, anche se malamente rappresentato o compreso, abbia la possibilità  di determinare nell’agente la giustificata persuasione di trovarsi esposto al pericolo di un’offesa ingiusta”.

La riforma della legittima difesa

La Legge n. 59/2006 ha aggiunto all’articolo 52 altri due commi.

Obiettivo della riforma della legittima difesa è stato quello di presupporre la proporzione nella reazione anche con arma (purché detenuta regolarmente) all’aggressione che metta in pericolo i beni o l’incolumità altrui da parte di chi invade il domicilio privato o lo spazio adibito ad attività commerciale professionale o imprenditoriale.

Ulteriore tassello è stato apposto dalla legge numero 36/2019 che ha stabilito che:

  • la difesa sia “sempre” legittima;
  • sussista il rapporto di proporzione nei casi di violazione di domicilio (art. 614 c.p.).

La riforma ha aggiunto un quarto comma all’articolo 52 del codice civile, secondo il quale, nei casi sopra scritti, agisce “sempre” in legittima difesa “ colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”.

Se hai ancora dubbi contatta l’avvocato penalista online e chiedi un parere o prenota una consulenza presso lo studio legale.

Come provare la legittima difesa: requisiti e riforma ultima modifica: 2021-03-26T11:35:11+00:00 da Alessandra Deangelis