Calunnia e diffamazione non sono la stessa cosa: quali sono le differenze


Ritieni che qualcuno abbia infangato ingiustamente la tua immagine e il tuo onore e cerchi un avvocato per difenderti? Molto spesso nel gergo comune si confondono i concetti, giuridicamente diversi, di calunnia e diffamazione. La confusione nasce dal fatto che nascono da fattispecie simili e che entrambi possono comportare una condanna penale con richiesta di risarcimento danni.

Calunnia e diffamazione: differenze

Conoscere la differenza è importante sia quando si vuole denunciare qualcuno, sia se si teme di essere stati denunciati per calunnia o diffamazione. La consulenza di un avvocato può essere utile per capire come muoversi in entrambi i casi.

Partiamo dalle definizioni che ci fornisce la legge:

  • la diffamazione viene inquadrata nell’articolo 595 del codice penale: “Chiunque, fuori dei casi di ingiuria, comunicando con più personeoffende l’altrui reputazione, è punito con la pena pecuniaria della multa da euro 258 a euro 2.582.
    Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena consiste nella pena pecuniaria della multa da euro 258 a euro 2.582 o la pena della permanenza domiciliare da sei giorni a trenta giorni ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da dieci giorni a tre mesi.
    Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico , la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516″.
  • di calunnia si parla all’articolo 368 c.p. e si intuisce che presuppone un’accusa resa dinanzi a pubblico ufficiale.

Quando si può parlare di diffamazione e qual è il ruolo dell’avvocato

Possiamo individuare nella reputazione sociale, il bene tutelato e che viene leso con il reato di diffamazione. L’istanza al giudice va presentata entro tre mesi dal momento in cui la vittima è entrata a conoscenza del fatto (che potrebbe anche non coincidere con quello in cui è stato commesso). Per poter procedere, però, la legge presuppone delle condizioni:

  • assenza della persona offesa (questa rappresenta la differenza con il reato di ingiuria);
  • offesa della reputazione altrui;
  • riferimento dei commenti a più persone al momento della condotta (se i commenti vengono riferiti ad una sola persona si può chiedere eventualmente il risarcimento del danno ma non si configura reato di diffamazione). Questo potrà avvenire anche in momenti diversi (come ha chiarito C., Sez. V, 21.12.2010; conforme, C., Sez. V, 17.11.2000).

Tutte le forme di diffamazione

Nei tempi i mezzi di comunicazione si sono evoluti e ampliati. Questo porta spesso a chiedersi se una condotta costituisca o meno diffamazione. I giudici, ad esempio, hanno specificato che la diffusione di notizie a mezzo telegramma o fax è idonea a renderle potenzialmente note a più persone. Ciò, intuitivamente, vale ancora di più per la diffamazione a mezzo internet. La rete telematica, per sua natura, ha il potenziale di diffondere il messaggio a più persone in breve tempo.

Attenzione perché non è necessario specificare nome e cognome della persona offesa. E’ sufficiente all’uopo che sia individuabile con certezza, anche per esclusione o deduzione.

Ci sono poi alcuni diritti che fungono da paletti a questi reati. Così ad esempio il diritto di cronaca. Per essere sicuri di non fraintendere la propria posizione e di tutelare i propri diritti, consigliamo di rivolgersi ad un avvocato penalista per una consulenza in materia di ingiuria o diffamazione.

 

 

Calunnia e diffamazione non sono la stessa cosa: quali sono le differenze ultima modifica: 2020-07-27T09:59:27+00:00 da Alessandra Deangelis