Scelta avvocato: se il vostro difensore fa una di queste 3 cose potreste perdere la causa


La scelta dell’avvocato impone una serie di valutazioni basate su parametri oggettivi (specializzazione e ubicazione geografica dello studio legale) da un lato e su criteri soggettivi legati all’empatia e la fiducia dall’altro. Entrambi gli aspetti sono molto importanti per scegliere l’avvocato giusto. Resta sempre un aspetto aleatorio intrinseco al mandato: quando si dà l’incarico ad un avvocato non si può essere sicuri al 100% di aver scelto il professionista giusto o il migliore avvocato per il proprio caso. E bisogna appunto fidarsi, soprattutto se non si è esperti in materia di diritto. E’ bene però ricordare che in qualsiasi momento del processo è possibile revocare il mandato e cambiare avvocato. Ecco 3 indizi che dovrebbero suonare come campanelli d’allarme: se l’avvocato scelto manifesta uno di questi comportamenti, forse faresti meglio a riprendere la ricerca di un difensore.

Come riconoscere un grande avvocato? Piero Calamandrei a tal proposito aveva le idee chiare: essere un buon avvocato vuol dire essere “un avvocato utile ai giudici per aiutarli a decidere secondo giustizia, utile al cliente per aiutarlo a far valere le proprie ragioni. Utile è quell’avvocato che parla lo stretto necessario, che scrive chiaro e conciso, che non ingombra l’udienza con la sua prolissità e non li mette in sospetto con la sua sottigliezza: proprio il contrario, dunque, di quello che certo pubblico intende per “grande avvocato”.

Diffidare dagli avvocati preparati ma saccenti, che non si mettono mai in discussione e non ammettono mai di avere come controparte un difensore altrettanto valido.

Ancor peggio gli avvocati che si reputano tuttologi: l’onniscienza è un dono non umano e peraltro in ambito legale sarebbe controproducente. La materia del diritto infatti è talmente eterogenea da presupporre la specializzazione degli avvocati. Quanto più un professionista sarà stato capace di ritagliarsi una nicchia di specializzazione, tanto più, in quel settore di competenza, la sua preparazione sarà affidabile.

Terzo errore grave dell’avvocato sconsigliato è quello di sottovalutare prove e documenti scritti. Essere buoni oratori non esula dall’onere di raccogliere tutto il materiale probatorio utile alla causa, dal considerare con attenzione anche la tesi contraria studiandone punti di forza e debolezze e dal presentare difese scritte sintetiche ma esaustive.

Scelta avvocato: se il vostro difensore fa una di queste 3 cose potreste perdere la causa ultima modifica: 2018-05-06T10:37:00+00:00 da Alessandra Deangelis